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Suor Concetta

Alla destra della chiesa di San Lorenzo c’era il convento delle suore benedettine.

Non erano rimaste in tante, cinque o sei, e partecipavano ad ogni messa animandola con il loro canto un po’ stonato ma sempre molto intenso.

Erno tutte anziane ed abitavano un convento, che avrebbe potuto ospitarne dieci volte tanto, e che oggi rappresentava le vestigia di un passato glorioso nemmeno poi tanto remoto.

Il convento possedeva, così come la parrocchia, parecchi terreni nelle vicinanze che erano stati affittati e garantivano una piccola rendita alle monache.

Le suore vivevano rintanate in un mondo parallelo all’interno dell’edificio monastico e delle sue pertinenze senza mai partecipare alla vita del paese.

Possedevano un giardino sul retro, protetto dagli sguardi dei viandanti da una alta e spessa siepe, che si diceva essere bellissimo, ma che nessuno aveva mai visto.

La loro testa di ponte verso il mondo esterno, colei che le rappresentava in società, se così si può dire era Suor Concetta, la più giovane e spigliata tra loro.

Venne la volta in cui c’era da fare la prima comunione, così il Cecco ed io fummo cooptati al corso di catechismo tenuto al sabato pomeriggio da Suor Concetta in una saletta del convento da parte alla chiesa.

Santa Lucia mi aveva portato un bellissimo libro illustrato sulla preistoria, con pagine dedicate agli animali estinti come i mammut, ed una parte dedicata alla storia evolutiva dell’uomo. Quel libro proponeva come verità scientifica, e la illustrava anche, la discendenza dell’uomo da un ominide chiamato Pitecantropo.

Così quando Suor Concetta provò ad interrogarci sulla dottrina della chiesa, io alla domanda: “Chi era il primo uomo?” risposi in tutta sicurezza e tranquillità, “il Pitecantropo”.

Ne scaturì un caso di alto profilo teologico la cui eco, se ci si mette in silenzio ad ascoltare, ancora riverbera a Cassano.

Io andai a prendere il libro per mostrarlo a Suor Concetta, la quale corse dal parroco a mostrargli la pubblicazione Eretica e a chieder lumi sul da farsi.

Dopo essersi consultati con la madre superiora e con forti preoccupazioni sulla blasfemia di quelli del Maiolo, decisero di andare a parlare a nostra madre.

Così suor Concetta salì sulla seicento azzurra e con Don Eliseo andarono al Maiolo.

Cosa successe non è dato saperlo, possiamo solo immaginare che abbiano mostrato il libro blasfemo alla Nonna Maria Luisa facendole una specie di ramanzina analoga a quella che vien fatta dai Testimoni di Geova quando riescono a varcare una soglia.

In ogni caso la Mamma quella sera mi restituì il libro ma mi invitò a dire, se me lo avessero ancora chiesto, che il primo uomo fosse stato Adamo e la prima donna fosse sua moglie Eva, lasciando da parte ogni accenno a Darwin ed al Pitecantropo.

Siccome poi le lesine nei sacchi non ci stanno, come diceva sempre il nonno Marcello, appena la notizia si diffuse nel paese divenne come un fuoco che divampa incontrollato. C’era chi prendeva le parti dei genitori Torre, moderni ed aperti alle nuove idee della scienza, e chi invece era indignato da certe assurdità.

Quasi che il dibattito tra evoluzionisti e creazionisti non si fosse mai tenuto, come se Darwin e Lamark non fossero mai esistititi, la teoria sulla evoluzione delle specie aveva fatto la sua comparsa a Cassano.
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