Cerca nel sito

Muscon, il fittabile del prete

Muscon aveva un paio di figli. Uno era andato in America a cercare fortuna, e l’altro era rimasto lì a cassano a lavorare la terra senza possederla.

In paese c’erano due categorie di persone, quelle che possedevano la terra ed i braccianti, Mosconi stava a metà strada, era un senza terra che faceva lavorare anche i braccianti.

Le regole economiche che garantivano la prosperità al paese, negli anni settanta del secolo scorso, erano probabilmente assai simili a quelle che vigevano in epoca medioevale, ed erano capaci di garantire una vera e propria economia di sussistenza.

La gente si aiutava vicendevolmente, chi possedeva la terra partecipava ai grandi eventi della campagna come la trebbiatura o la vendemmia, a casa degli altri, senza un corrispettivo che non fosse lo scambio di favori reciproco.

Gli altri, i braccianti, lavoravano a giornata e sopravvivevano.

Muscon aveva in affitto il fondo della parrocchia, ovvero quei terreni che poco per volta vari pii parrocchiani avevano lasciato in eredità alla chiesa.

La cascina, con la stalla, era in piazza, e quando Muscon lavorava, foraggiava le bestie o le mungeva, chi era in piazza assisteva.

Quando lavorava, spessissimo, Muscon cantava, ma non era intonato ed il suo repertorio non era ne ricco ne conosciuto da noi bambini, ma era divertente ascoltarlo.

Muscon va in AMERICA.

Ad un certo punto si sparse la notizia che Muscon sarebbe andato in America a trovare il figlio emigrato.

Era un’epoca nella quale fare un viaggio di quel tipo non era considerata una robetta da poco. Non si viaggiava più in piroscafo, ma la memoria dei viaggi avventurosi nella terza classe dei grandi transatlantici era ben viva.

Fatto sta che Muscon partì, ed in paese ci si chiedeva se sarebbe mai tornato.

Ma lui non pensò mai di non tornare in paese, e lo fece con un carico di storie incredibili che narravano di un mondo differente, dominato dal traffico automobilistico e dagli ingorghi, un luogo nel quale il vicino di pianerottolo era uno sconosciuto, un mondo nel quale c’era lavoro per tutti e tanto denaro a disposizione.

Muscon compera la Simca.

L’effetto che l’America fece su Muscon fu il farlo in qualche modo sentire inadeguato, e così decise di comperarsi una automobile.

Prendere la Patente di Guida non fu una impresa semplicissima, ma a Ponte dell’Olio c’era un’Autoscuola che ci sapeva fare, soprattutto nei trucchetti alla motorizzazione, e così Muscon passò l’esame.

Comperò una Simca bianca che lui guidava come fosse un trattore, e siccome il trattore aveva una velocità massima di 40 chilometri all’ora, lui viaggiava per strada a quella velocità.

Formava code chilometriche ogni volta che viaggiava.

Quando doveva venire in città, siccome era troppo complicato muoversi nel traffico caotico urbano, si fermava a Podenzano e prendeva la corriera.

I suoi rari viaggi verso Piacenza richiedevano molto più tempo da quando aveva una macchina, ma lui era comunque felice e si sentiva un po’ più americano alla guida di quella Simca bianca.

© Azienda Agricola Il Maiolo - Tutti i diritti sono riservati
Via Maiolo di Cassano, 1 - 29028 Ponte dell'Olio (PC) - Italy
P. IVA: 01191650330
powered by Infonet Srl Piacenza
Privacy Policy
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Maggiori informazioniOK
- A +