Cerca nel sito

Mario Silva e La Formula uno a Cassano

Sul finire degli anni settanta fu Mario Silva, oggi agente di Viaggio a Fiorenzuola, a portare a Cassano la Passione per la Formula uno.

Dapprima ci si trovava la domenica a guardare le gare in televisione, col commento di Mario Poltronieri e con immagini che nulla hanno a che vedere con quelle di oggi.

James Hunt era campione del mondo, e l’anno prima aveva strappato il titolo a Niki Lauda in un modo che a tutti noi sembrava ingiusto.

Durante il gran premio di Germania, che venne corso sul mitico circuito del Nurburg Ring, Lauda fece un incidente spaventoso e rischiò la Morte.

Nonostante le ustioni e le molte ferite trovò il coraggio e la forza di riprendere a correre dopo pochissimo. Non era però in forma smagliante, e solo la sua decisione di ritirarsi nell’ultimo gran premio sotto una pioggia torrenziale, consentì a James Hunt di superarlo per un punto in classifica.

A raccontarcelo era il padre di Mario Silva, che con la moglie ed i suoi quattro figli veniva a passare l’estate in una delle tre casette prefabbricate della RDB costruite ai margini del paese.

Noi ci indignavamo a sentire quella storia, e contemporaneamente ci infervoravamo a fare il tifo per Lauda.

Il 1977 fu l’anno in cui la Tyrrel schierò una vettura a sei ruote, e la Ferrari schierava accanto a Lauda il nuovo pilota Carlos Reutemann.

L’avversario da battere era Mario Andretti con la Lotus, una macchina tutta nera con il logo delle sigarette JPS

Alla fine vinse Lauda in virtù della sua regolarità, Mario Andretti, pilota italo americano, vinse quattro gran premi in più di Lauda.

Inutile dire che il tifo si divideva tra quelli che parteggiavano per il freddo calcolatore austriaco con la Ferrari e quelli che facevano il tifo per li più irruento pilota italo americano della Lotus.

Fatto sta che la passione per le gare di formula uno diventò fortissima ed appena vedemmo in un negozio di giocattoli i modellini lella Polistil con le riproduzioni in scala delle automobili che si contendevano il campionato di formula uno, immediatamente cominciammo a desiderarle e poi a farcele regalare.

La prima ad arrivare in casa fu la UP Shadow, tutta nera, poi arrivò una Liger ... e poi, poco per volta tante altre, compresa la Ferrari con cui Lauda vinse il campionato del mondo del ‘77.

Non so a chi venne l’idea, ma prendemmo un’asse di panforte e ci disegnammo in cima un circuito con un pennarello nero, poi con le macchinine facemmo la prima gara.

Bisognava colpirle con un ciclino sull’alettone posteriore, ovvero un colpo secco con il dito indice e farle rimanere entro la pista, diversamente la macchinina rimaneva nel punto in cui era uscita e si perdeva un turno.

Iniziò così l’epopea della formula uno a Cassano, con un paio d’anni di intensissima competizione per vincere i gran premi, organizzati un po’ qua ed un po’ là nelle case o nei garage dei partecipanti.

La cronaca dice che Cecco Torre era un portento a dar ciclini alle macchine ... e vinse entrambi i campionati del mondo di formula uno disputati a Cassano, tenendo sempre la Mc Laren.

Nel 1981, siccome il pilota di Podenzano Beppe Gabbiani fu ingaggiato dalla Osella, decisi di correre tenendo lui, e siccome il modellino della sua macchina non c’era, modificai un Lola per farla sembrare una Osella, tagliandole i baffi con la tenaglia e riverniciandola completamente per darle una livrea bianca e nera della Denim.

Gabbiani però non ebbe molto successo nelle nostre gare, probabilmente perché nel togliere i baffi alla sua auto avevo stretto troppo la morsa finendo con il piegare gli assi delle ruote e la sua macchinina non andava più dritta, finendo per uscire di pista spessissimo.
© Azienda Agricola Il Maiolo - Tutti i diritti sono riservati
Via Maiolo di Cassano, 1 - 29028 Ponte dell'Olio (PC) - Italy
P. IVA: 01191650330
powered by Infonet Srl Piacenza
Privacy Policy
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Maggiori informazioniOK
- A +